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IL SALVATOR MUNDI SVELA IL SUPER CODICE DA VINCI

STRAORDINARIE RIVELAZIONI MATEMATICO GEOMETRICHE

ECCO PERCHÉ IL SALVATOR MUNDI VALE MEZZO MILIARDO DI DOLLARI

AUTORE VASILE DROJ UNIVERSOLOGO
Questo articolo come tutti gli altri del sito Universology.com è assolutamente originale.

   Il presente articolo dà seguito al Comunicato Stampa del Centro Universologico di Roma (92) pubblicato il 21.11.2017 sul sito www.universology.com riguardante la vendita all’Asta di Christie del quadro Salvator Mundi di Leonardo da Vinci. Nel comunicato si accennava straordinarie scoperte matematico geometriche celate nel quadro di Leonardo, scoperte dal ricercatore Vasile Droj di Roma.

Salvator Mundi   Nel settembre 2011 sulla rivista italiana Fenix usciva un articolo dedicato a un quadro di Leonardo da Vinci che all’epoca si trovava in restaurazione. Sulla copertina c’era il dipinto Salvator Mundi, allora meno famoso di oggi. L’immagine mi sembrava molto familiare, non sapendo perché, finche ebbi l’illuminazione. Era in pratica la copia gemella di un altro quadro dello stesso Leonardo, la Monna Lisa, di cui nel 2007 scrissi un libro intitolato “Codice Universale - Sottocodice Da Vinci” nel quale dimostrai l’uso nella rispettiva opera di un sofisticato sistema matematico geometrico. Fui fulminato dall’idea che la storia si poteva ripetere e che anche il dipinto Salvator Mundi poteva essere permeato dalla stesa procedura. D’un colpo come nei film Indiana Jones, buttai tutto dalla tavola istallando in fretta una riproduzione del recente “Salvator Mundi” e in meno di un’ora con la riga e il compasso risolsi i più profondi misteri che nessun umano, li fece negli ultimi 500 anni. Sotto i vestiti del Cristo Salvatore era celata una vera “cattedrale matematico geometrica”. La scoperta fu fulminea poiché si appoggiava già su un lungo travaglio seguito su Monna Lisa nonché su una nuova disciplina da me scoperta e creata l“artematica” ossia l’arte matematizzata, brillantemente sperimentata prima sulla Gioconda.

   IL TANDEM: SALVATOR MUNDI - MONA LISA - OSSIA IL SACRO E IL PROFANO

   Alla prima vista Il dipinto Salvator Mundi appare così normale e naturale che nessun uomo negli ultimi 500 anni passati ha osato immaginare che sotto le normali apparenze fosse nascosto qualcos’altro. Nello stesso modo anche noi vediamo la realtà ma capiamo ben poco, a volte quasi niente. Soltanto la scienza attraverso conoscenze, strumenti ed esperimenti adatti riesce a oltrepassare le soglie del fenomenale. Consapevole dell’importanza della scoperta m’indirizzai ai curatori del quadro e agli organizzatori di una mostra che esponeva a Londra nel 2011, il Salvator Mundi, per avvertirli sull’importanza del nuovo quadro appena restaurato. Avvertivo i nuovi proprietari sul fatto che il quadro poteva crescere in valore e prezzo molto presto, cosa che poi successo nel novembre 2017 quando all’asta di Christie’s fu battuto per 450.000.000 dollari, soma record di tutti i tempi. Nessuno può spiegare questo paradossale salto specialmente quando tanti esperti e critici d’arte dubitano sulla paternità attribuita a Leonardo da Vinci. Perché allora ebbe lo straordinario successo? Fitto mistero. Però una risposta c’è e sembra quella vera. I nuovi compratori sarebbero entrati in possesso d’informazioni segrete riguardanti possibili misteriosi contenuti celati nel quadro cosi come avviene già con la Mona Lisa che esposi nel mio libro espresso in molte conferenze e specialmente pubblicato su Internet nel 2006. In altre parole, all’interno del quadro Salvator Mundi sarebbe depositata l’eredità “misterica” profondamente scientifica di Leonardo da Vinci, infinitamente più valorosa del quadro stesso. Si tratta di un “ermetico sistema matematico geometrico” esiste in Natura che il Maestro l’ha concepito in un modo del tuto particolare. Non dimentichiamo che Leonardo era un vero scienziato.

Salvator Mundi   Sarebbero questi misteriosi contenuti celati nel quadro, che gli interessati a comprare Salvator Mundi avrebbero ricercato e ottenuto prima di sganciare il mezzo miliardo di dollari. C’è da chiedersi che cosa erano questi misteriosi contenuti e dove si trovavano? Risposta?  Niente meno che nella rette Internet, ma purtroppo si sono accorti soltanto loro, i compratori, ed è ovvio che per pagare some di denaro così ingenti dovessero prima leggere tutto su Leonardo da Vinci arrivando volens nolens all’articolo postato sul web da Vasile Droj nel 2006 sul sito www.universology.com (2) che descriveva la grande scoperta ampiamente esposta due anni più tardi nel libro: Codice Universale – Sotto Codice Da Vinci, (Edizioni Universologia 2008). Quello che avrebbe convinto di più i compratori potrebbe essere la consapevolezza che entrando in possesso del Salvator Mundi essi erano i primi a entrare e possedere in un nuovo genere d’Arte, detta “Artematica” (68) ossia l’’arte matematizzata e codificata, da dove il Codice da Vinci, quello vero per intenderci.

   In queste circostanze e rivelazioni non è escluso che presto entrerà in gioco anche il Vaticano, poiché Salvator Mundi è il capostipite dell’emerita Iglesia Chiesa, il dipinto ritraendo un soggetto religioso, il Cristo Salvatore del Mondo, che porta le vecchie e le nuove chiavi della sua religione (45). In basi alle nuove conoscenze codificate nel quadro, il dipinto potrebbe arrivare a valere anche 7 - 8 cento milioni, persino un miliardo dollari. Come già detto quello che giace sotto la vernice del quadro è infinitamente più importante della tela stessa poiché contiene la tavolozza di decifrare il mondo e ricostruirlo di nuovo. Un genere di Pietra filosofale o Coppa del Santo Graal che frizza persino l’Uovo Cosmico.

   DIMENSIONI E PROPORZIONI DEL DIPINTO

Salvator Mundi   Quando Leonardo da Vinci scelse le dimensioni del quadro, non lo fece a caso ma secondo un piano ben determinato e calcolato. L’altezza e la larghezza del quadro dovevano sodisfare un’equazione precisa, quella di sodisfare il “rettangolo aureo” detto anche “rettangolo dinamico”. L’operato constava di fare in tal modo che la base del dipinto alzata in verticale portasse alla formazione un quadrato la cui diagonale alzata in verticale conducesse alla creazione di un rettangolo speciale, appunto il “rettangolo dinamico”. E veramente alzando in piedi la diagonale del quadrato ottenuto, essa finisce proprio sul bordo del quadro. Come mai? Non che il maestro voleva lasciare l’indelebile chiarezza dei suoi calcoli come sua firma? Se così, la firma è chiara poiché identica a quella utilizzata nel quadro di Mona Lisa. Su questo possiamo essere sicuri poiché la linea superiore orizzontale del quadrato passa niente meno che attraverso i suoi occhi del Salvator Mundi con precisione millimetrica (fig. 1). La soluzione del problema potrebbe essere vista e risolta anche al contrario, cioè tracciando una linea orizzontale attraverso gli occhi di Cristo questa avrà la stessa lunghezza a quella che parte dalla base fino agli occhi formando il quadrato.

   Interessante poi il fatto che la diagonale del quadrato passa con precisione millimetrica attraverso il centro della Sfera essendo parallela alla cintura diagonale presente sul petto. Il prolungamento della diagonale passa poi per l’angolo retto della lettera ”T” presente sul petto di Cristo cosi come d'altronde l’altra diagonale, dimostrando che la larghezza del tronco verticale della lettera “T” dipendeva dalle due linee oblique. Questo genere di rettangolo è antichissimo e proviene dall’Egitto faraonico, perciò è nominato anche rettangolo faraonico” (60). Fu questo il rettangolo preferito della dea Maat, (63) diventato il suo simbolo per eccellenza. Persino il Sarcofago nella Grande piramide di Cheope (67) incorpora le virtù di questo dorato rettangolo, così come le inquadrature di molte stele funerarie (83-84). Simbolicamente il quadrato rappresenta la materia, la natura, e la struttura, mentre il rettangolo esprime la crescita attraverso la funzione dinamica, motivo per quale é chiamato “Rettangolo dinamico”.

   IL MONOGRAMA DI CRISTO

Salvator Mundi   Il Rettangolo dinamico o aureo su quale fu impostato il dipinto Salvator Mundi serve a esprimere anche qualcos’altro ancor più importante. Si tratterebbe niente meno che del simbolo supremo del Salvatore, appunto il Monogramma di Cristo composto dalle lettere “I” e “X” sovrapposte. Nel Monogramma di Cristo le iniziali di ISUS HRISTOS sono “greco-latinizzate” poiché la “H” latina, in greco diventa “X”. Nel caso concreto la lettera ”I” rappresenta l’asse (lat.) AX – AXIS, del quadro mentre la “X” è espressa dalle diagonali del quadrato interno (fig. 2). E’ impressionante osservare come il ritratto del Redentore è perfettamente centrato su questo asse cominciando dall’interspazio dei capelli sulla fronte scendendo fino all’incrocio delle diagonali pettorali e i rispettivi monili sul petto. Da rilevare che una delle diagonali passa per il centro della Sfera che il Salvatore tiene nella mano. L’incrocio delle assi è centrato sul core di Gesù. Leonardo da Vinci fu attirato dal Monogramma di Cristo con le iniziali di Isus Hristos “I” e “H” (“X”) per almeno 3 motivi:

  1. “Le lettere “ I”, "X’’ sovrapposte portavano alle origini del simbolo dell’imperatore Costantino “IN HOC”  completato “In Hoc Segno Vinces” (In questo segno vinci).

  2. La presenza della parola VINCES era molto gradita a Leonardo poiché ricordava il suo nome VINCI o DA VINCI. Nel suo intimo Leonardo si sentiva un vero Salvatore del Mondo poiché scopriva il fondamento matematico geometrico del Creato. Però a quei tempi non avendo cui trasmetterlo l’ha codificato tutto nei suoi quadri nella speranza che qualcuno in secoli avvenire l’avrebbe decifrato e divulgato al Mondo. Questo è il vero CODICE DA VINCI che l’universologo Vasile Droj ha scoperto. Il simbolo completo del Monogramma di Cristo contiene sotto le tre assi incrociate, la parola NIKA (Nike la dea della Vittoria) cioè VINCES.

  3. In fine, la Victoria (Nike gr.) si ottiene soltanto con la NIKA ossia con la TEK-NIKA: In paragone, oggi con la Tecnica ossia la tecnologia si ottiene qualunque cosa. Il “T” e la lettera X delle diagonali si trovano sul petto del Salvator Mundi.  TEK come tecnika e TEH (X) in quanto Theos (Dio) come “Deux es Macchina”. Nel suo lavoro Leonardo Da Vinci era molto attento all’uso della TECNIKA partendo dalla tecnica dei colori e dell’esecuzione fino a quella della proiezione. Dalle sue macchine, avvolte volanti, fino alla vivisezione dei cadaveri tutto era per lui pura tecnica.

  4. Leonardo intuì che la “triasse monogrammica” era la “BASE” su quale inserire e verificare tutte le realtà non solo matematico geometriche ma anche linguistico semantiche nonché di altra natura. La Triasse fondamenta della Dottrina, della Tradizione e della Trinità, è la premessa per la realizzazione del Trono dal quale il Controllo è possibile. Da qui origina anche la grande impostazione di “Salvator Mundi”.

   ETALONE MISURA: OCCHIO - PALA

Salvator Mundi   Le Diagonali del Quadrato assieme all’Asse verticale che formano il Monogramma di Cristo sono ben codificate sia in chiave geometrica sia numerica nonché rapportuale. L’unità di misura, ossia il “metro”, lo dà la Sfera che Cristo tiene nella mano sinistra. Si vedrà con sorpresa che le assi sono multipli armonici del raggio della Sfera. Perciò il raggio della Sfera è 10 volte contenuto nella lunghezza delle diagonali o 5 volte in quanto diametro.
Leonardo concepì la Sfera che il Salvatore tiene nella mano in relazione all’occhio, al globo oculare, che non a caso è anche lui sferico. Questa volta la Sfera diventa strategica perché il suo raggio altro non è che la distanza tra le due pupille degli occhi (distanza oculare). La lunghezza delle diagonali del quadrato ha la soma di 10 distanze oculari ossia 10 raggi della sfera (fig. 3.).

   Attraverso la grande precisione dei disegni geometrici e i loro intrecci Leonardo esprime concetti filosofici straordinari che un tempo si studiavano e applicavano nell’architettura dell’antico Egitto come “artematica” o geometria sacra.

   Ora la distanza oculare seguita in discesa verticale tocca millimetricamente i due angoli delle diagonali pettorali (fig. 4). La linea obliqua partita dal centro della Sfera attraversando l’occhio finisce proprio sulla cima della testa. In fine si svella il segreto della Sfera che fu in tal modo concepita e proporzionata da poter coprire perfettamente la parte superiore del volto del Signore (fig. 5). Come la Sfera è simbolo della Divinità, almeno dello Spirito Santo (Sphera à Spirito à Spirale), l’espressione “l’uomo è stato creato a immagine e somiglianza di Dio” esprimerebbe proprio questo concetto. Lo Spirito Santo non si esprime plenariamente se non in presenza della partecipazione prattica e sincronica della mano ed è ben visibile come la mano (palmo) del Redentore è iscrita anch lei in una sfera o cerchio delle stesse dimensioni. In questa Triade analoga a quella del Padre - Figlio - Spirito Santo, la Sfera diventa l’espressione del sublimo concetto matematico geometrico del “luogo geometrico” assoluto dove tutto converge e si lega e colega secondo le leggi e i principi assoluti.

   Al di la di queste relazioni fondamentali esistono tante altre ugualmente sottili, per esempio il diametro della sfera  sovraposta sul viso che passa proprio atraverso gli occhi e la distanza oculare che è la meta del diamentro ossia il suo raggio. Il retangolo colorato in giallo è orientato paralelalmente alle diagonali petorrali.In conclusione la “dottrina del occhio” è coligata alla sfera che è la ”Visione del Mondo” e quando questa è sbagliata conviene a cambiarla assiemme alla sfera imperfetta, da dove l’espressione biblica “se il tuo occhio ti mente e meglio eliminarlo che perdere tutto il corpo.” Aviso: è meglio eliminare le opinioni e le visioni false e inadate che sbagliare e morire.

   LE DIAGONALI PETTORALI

   Quello che sorprende al quadro Salvator Mundi è il fatto mentre la metta superiore è naturalmente dipinta presentandosi volumetrica ossia in rilievo, la meta inferiore petoral adominale è completamente piata. L’effetto è sicuramente accentuato dalla geometrica proiezione delle diagonali pettorali. E qui che Leonardo da Vinci mette la chiave della sua strutura geometrica ma anche l’inequivocabile demostarzione provatoria del piano geometrizzante. Il Maestro piazzò queste diagonali per dividere l’alteza del quadro in due parti uguali. Prolungando la linea delle diagonali superiori e interiori a forma della lettera ”V” esse finirano proprio alla metta del quadro (fig. 6).

   Ora se tracciamo le diagonale di questo nuovo retangolo uguale a l primo si osserverà con sorprese che esse passerano millimetricamente atraverso gli occhi finendo nei angoli superiori. Il passaggio è così preciso che tocca le pupile di occhi ei il luogo del incrocio è sopra le sorsilie proprio la dove è il Terzzo Occhio. Sapeva Leonardo da Vinci del Terzzo Occhio quello della Visione penetrante? Se non la conosceva esso usciva dalla coerenza geometrica. E le prove ci sono. Ci si chiede perché le sopraciglia visibilmente feminili sono così alte e arcuate. La risposta consiste; nel sottolineare una linea orizontale immaginaria partita dalle loro estremità superiore che passa attravrso il Terzzo Occhio. Il concetto è quello della fusione dei due occhi fisici analitici, che riflettano la realtà, con l’Occhio Unico della Sintesi che sorprende la Verità.

   PERCHÉ SALVATOR MUNDI?

Salvator Mundi   Dal Rinascimento in poi sono stati dipinti molti Cristi ma nessuno fu rappresentato in una postura così ieratica e imperativa e nessuno s’impossessasse dal titolo “Salvator Mundi”. Cristo di per se è un Salvatore, però in questo caso Leonardo da Vinci gli riserva uno statuto del tutto speciale, L’architettura del quadro, dalla concezione fino alla struttura composizionale e la rappresentazione simbolica è impostata sulla formula costantiniana “in hoc” o in “hoc segno vinces” che piaceva a Leonardo poiché conteneva il suo nome Vinci. Al di là, l’impostazione esprimerebbe la consapevolezza del Maestro che egli avesse scoperto il supremo mistero del mondo, quella geometria matematica che origina, struttura e ordina l’Universo. Questa sarebbe l’eredità di Leonardo, il vero “Codice Da Vinci” ben espresso in Mona Lisa e Salvator Mundi. Leonardo era consapevole che le infinite disponibilità geometriche analitiche devono racchiudersi per forza in una “sintesi circolare” una vera “quadratura del Cerchio” evidentemente elevata ai massimi sistemi possibili frizzando persino il mitologico l’”Uovo Cosmico”. L’universologo Vasile Droj fece questa suprema quadratura già nel 1984 chiamandola “Geometria Embrional Sintetica” diventando poi un pilastro dell’Universologia acanto ad altri due pilastri; il ”Codice Linguistico Ancestral Universale” e il “Sistema di Quantificazione Universale” o dell’Universo.

   In conclusione Leonardo da Vinci delega a chi scoprirà il suo “Codice”, di procedere speditamente alla “super quadratura del Cerchio” ossia alla mappatura sintetica di tutte le disponibilità matematico geometriche presenti nel Cerchio. Quest’operazione rappresenterà l’inizio della Salvezza del Mondo e chi la realizzerà sarà “un” o “il” Salvatore del Mondo. La classica quadratura del cerchio scordatela è roba da bambini poiché è soltanto la Super Quadratura del Cerchio che ci apre la Via.

Roma 31.03.2018

 

Autore:
Vasile Droj

Ricercatore transdisciplinare Centro Universologico di Roma

www.universology.com email vasidro@tiscali.it

 

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